mercoledì 28 dicembre 2016

LA BELLEZZA FERITA

vLa bellezza ferita

Norcia
Earth Heart Art Quake
La Speranza rinasce dai capolavori della città di San Benedetto

Il 24 agosto 2016 un forte terremoto colpisce il centro Italia. Il 26 e 30 ottobre 2016 un’altra scossa sismica “ferisce” Norcia e il territorio circostante. La Basilica di San Benedetto, la Cattedrale di Santa Maria Argentea e tutte le chiese della città e dintorni sono distrutte. I monaci, insieme alla popolazione, pregano in ginocchio nella piazza, dinanzi alla statua del Santo che ha fondato l’ordine benedettino.
A seguito del sisma, la Protezione Civile, il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, il Corpo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, insieme con l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, hanno provveduto alla messa in sicurezza delle opere d’arte del territorio. Alcune di queste opere, ricoverate nei depositi, sono nuovamente mostrate al pubblico per raccontare la “ferita” subita dal patrimonio culturale della zona di Norcia.

Le opere, appartenenti all’Archidiocesi, che riportano le numerose “ferite” provocate dal recente sisma, sono ospitate dalla città di Siena e protette all’interno delle sue viscere: nella cosiddetta “Cripta” sotto il Duomo, dedicato alla Vergine Maria, e nel percorso del Santa Maria della Scala, luogo principe dell’accoglienza, dai pellegrini agli infermi, dai bambini abbandonati, i gittatelli, fino agli indigenti, senza cibo né tetto. L’allestimento porta il visitatore a seguire un itinerario attraverso i capolavori prima custoditi all’interno di basiliche, santuari e pievi del territorio. Una serie di video, concessi dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e materiali fotografici di fotoreporter locali permettono inoltre la visione delle fasi di recupero delle opere dopo il terremoto.

Tale evento permette la presentazione del territorio di Norcia e delle sue opere a un pubblico vasto che ogni giorno raggiunge la città di Siena, facendo conoscere al turismo internazionale la drammatica realtà delle zone terremotate, ma anche il forte orgoglio civico del popolo che abita Norcia, così danneggiata nel suo intimo,   ora in attesa di una ”grazia” per  una fulgente rinascita.


I promotori e gli organizzatori hanno destinato un contributo economico all’Archidiocesi di Spoleto-Norcia per le fasi di restauro e ricostruzione.
Anche Siena è stata colpita da una serie di terremoti tra il 1466 ed il 1467, ma Norcia e Siena sono unite soprattutto da forti motivazioni spirituali: Norcia è la città natale di San Benedetto, fondatore della congregazione dei benedettini, e Siena ha dato i natali a San Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto.


Maria Paola Forlani


















































































































































































































































































































































































































































































































































































































    

































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































               
tore dell’ordine dei benedettini, e Siena ha dato i natali a San Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto.
La mostra, dunque, intende far conoscere la “ferita” che ha colpito la popolazione del territorio e il patrimonio culturale e sensibilizzare a contributi di restauro e di sostegno alle popolazioni colpite.
Maria Paola ForlaniLa bellezza ferita
Norcia
Earth Heart Art Quake
La Speranza rinasce dai capolavori della città di San Benedetto

Il 24 agosto 2016 un forte terremoto colpisce il centro Italia. Il 26 e 30 ottobre 2016 un’altra scossa sismica “ferisce” Norcia e il territorio circostante. La Basilica di San Benedetto, la Cattedrale di Santa Maria Argentea e tutte le chiese della città e dintorni sono distrutte. I monaci, insieme alla popolazione, pregano in ginocchio nella piazza, dinanzi alla statua del Santo che ha fondato l’ordine benedettino.
A seguito del sisma, la Protezione Civile, il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, il Corpo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, insieme con l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, hanno provveduto alla messa in sicurezza delle opere d’arte del territorio. Alcune di queste opere, ricoverate nei depositi, sono nuovamente mostrate al pubblico per raccontare la “ferita” subita dal patrimonio culturale della zona di Norcia.
Le opere, appartenenti all’Archidiocesi, che riportano le numerose “ferite” provocate dal recente sisma, sono ospitate dalla città di Siena e protette all’interno delle sue viscere: nella cosiddetta “Cripta” sotto il Duomo, dedicato alla Vergine Maria, e nel percorso del Santa Maria della Scala, luogo principe dell’accoglienza, dai pellegrini agli infermi, dai bambini abbandonati, i gittatelli, fino agli indigenti, senza cibo né tetto. L’allestimento porta il visitatore a seguire un itinerario attraverso i capolavori prima custoditi all’interno di basiliche, santuari e pievi del territorio. Una serie di video, concessi dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e materiali fotografici di fotoreporter locali permettono inoltre la visione delle fasi di recupero delle opere dopo il terremoto.
Tale evento permette la presentazione del territorio di Norcia e delle sue opere a un pubblico vasto che ogni giorno raggiunge la città di Siena, facendo conoscere al turismo internazionale la drammatica realtà delle zone terremotate, ma anche il forte orgoglio civico del popolo che abita Norcia, così danneggiata nel suo intimo,   ora in attesa di una ”grazia” per  una fulgente rinascita.
I promotori e gli organizzatori hanno destinato un contributo economico all’Archidiocesi di Spoleto-Norcia per le fasi di restauro e ricostruzione.
Anche Siena è stata colpita da una serie di terremoti tra il 1466 ed il 1467, ma Norcia e Siena sono unite soprattutto da forti motivazioni spirituali: Norcia è la città natale di San Benedetto, fondatore della congregazione dei benedettini, e Siena ha dato i natali a San Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto.
Maria Paola Forlani














































































































































































































































































































































































































































































































































































































    

































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































               
tore dell’ordine dei benedettini, e Siena ha dato i natali a San Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto.
La mostra, dunque, intende far conoscere la “ferita” che ha colpito la popolazione del territorio e il patrimonio culturale e sensibilizzare a contributi di restauro e di sostegno alle popolazioni colpite.
Maria Paola Forlani