giovedì 10 giugno 2021

ZUAN DA UDINE FURLANO: Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487-1561)

 Raffaello lo volle al suo fianco nella Loggia di Psiche alla Farnesina e nell'impresa delle Logge


vaticane, Michelangelo lo teneva in alto conto, Clemente VII si affidò a lui per delicati interventi di restauro e decorazione sia a Roma che a Firenze

Giovanni Ricamatore, o meglio, Giovanni da Udine "Furlano", come si firmò all'interno della Domus Aurea, riuniva in sè l'arte della pittura, del disegno, dell'architettura, dello stucco e del restauro. Il tutto a livelli di grande eccellenza.


A Roma, dove era stato uno dei più fidati collaboratori di Raffaello, rimase anche dopo la scomparsa dell'Urbinate. Conquistandosi, per la sua abilità, dapprima il titolo di Cavaliere di San Pietro e quindi una congrua pensione da pagarsi sull'ufficio del Piombo. Intorno alla metà degli anni trenta del '500, Giovanni decise di abbandonare la città che gli aveva garantito fama e onori e rientrare nella sua Udine con il proposito di "non toccar più pennelli".


Preceduto dalla fama conquistata a Roma, una volta tornato in Friuli si trovò pressato dalle committenze e non seppe mantenere fede al suo "autopensionamento". Tra le realizzazioni di maggiore importanza vanno annoverate la decorazione di due corridoi in Palazo Grimani a Venezia e l'esecuzione di un fregio a stucco ed affreschi nel castello di Spilimbergo.


Inoltre è proprio salendo la monumentale scalinata a doppia rampa progettata da Giovanni, stavolta in veste d'architetto, che il pubblico può accedere alla magnifica Sala del Parlamento che fino al 12 settembre accoglie la prima retrospettiva che mai sia stata a lui dedicata.

"Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487 - 1561)", promossa dal Comune di Udine - Servizio Integrato Musei e Biblioteche, è a cura di Liliana Cargnelutti e Caterina Furlan, affiancate da un autorevole Comitato scientifico.

Per la prima volta in questa mostra viene riunito un cospicuo numero di raffinati disegni che, provenienti da diversi musei europei e da una collezione privata americana, confermano la sua proverbiale abilità nella rappresentazione del mondo animalistico-vegetale e soprattutto uccelli.


Ciascuno degli ambiti della poliedrica attività di Giovanni da Udine è indagato in mostra attraverso stucchi, incisioni, documenti, lettere, libri e altri materiali.

Inoltre le spettacolari sezioni dedicate alle stampe e ai disegni di architettura consentono di visualizzare i principali luoghi e ambienti in cui l'artista ha operato: dalla Farnesina alle logge vaticane, da Villa Madama alla Sacrestia nuova di San Lorenzo a Firenze.


Il contesto storico e culturale del tempo viene ricostruito in mostra attraverso libri, documenti e filmati.

Una sezione speciale ripropone al Castello di Udine la mostra documentaria dal titolo "Loggia di Amore Psiche. Raffaello e Giovanni da Udine. I colori della prosperità. Frutti del vecchio e nuovo mondo", a cura di Antonio Sgamellotti e Giulia Caneva, realizzata nell'aprile 2017 alla Farnesina, dedicata ai festoni realizzati nella loggia di Psiche da Giovanni da Udine.


Concluso il percorso espositivo, il visitatore potrà ammirare dal vivo le opere architettoniche, gli affreschi e gli stucchi realizzati da Giovanni da Udine e dai suoi collaboratori nel Castello di Colloredo di Montalbano, a Spilimbergo, a San Daniele del Friuli e a Udine. Per chi voglia spingersi fuori dal Friuli, l'itinerario ideale trova il suo completamento a Venezia, per una visita a Palazzo Grimani, e naturalmente a Roma, che fa tesoro delle sue opere più celebri.

M.P.F.














mercoledì 9 giugno 2021

Francesco Morosini in Guerra a Candia e in Morea

Francesco Morosini, il valoroso comandante di Venezia, al Museo Atestino di Este


La mostra segue un viaggio nella potenza di Venezia, attraverso le vicende di uno dei suoi più grandi 

condottieri. E' la mostra "Francesco Morosini: la difesa di Venezia tra mare e terra a Creta e nel Peloponneso", allestita nella sala "delle Colonne" del Museo Nazionale Atestino di Este, in provincia di Padova, fino al 27 settembre.


Un viaggio nella potenza di Venezia, attraverso le vicende di uno dei suoi più grandi condottieri.

 La mostra "Francesco Morosini: la difesa di Venezia tra mare e terra a Creta e nel Pelopponeso", è

allestita nella sala "delle Colonne" del Museo Nazionale Atestino di Este, in provincia di Padova, fino al 27 settembre.


Lo Stato da mar, i territori veneziani del Levante, situati lungo le coste dell'Adriatico e nel Mediterraneo, sono luoghi in cui la presenza di Venezia risale al Medioevo. E' uno Stato dalle caratteristiche particolari poichè non possiede una coesione territoriale.


Ma è composto da città, porti e fortezze fra loro isolati e collegati principalmente dalle rotte marittime. Rotte che passano lungo la sponda orientale dell'Adriatico e raggiungono l'Egeo e il Mediterraneo orientale. Attraversando le isole Ionie, la Grecia continentale, la Morea (il Peloponneso) e l'isola di Candia (Creta) Nel corso dei secoli, la geografia dello Stato da Mar cambia continuamente. In particolare tra Quattrocento e Cinquecento, in seguito alle guerre con gli Ottomani e nuovi territori passano sotto il governo di Venezia. Altri sono invece definitivamente perduti.

Le città costiere della Morea cadono quasi tutte entro lo scorrere del 1500. Mentre l'isola di Candia rimane veneziana con continuità per più di quattrocento anni, fino al 1669.


Morosini per Venezia non solo riconquistò molte delle antiche città e fortezze della Morea, ma estese i possedimenti della Repubblica a quasi tutto il Peloponneso.


Francesco Morosini (1619 - 1694) fu per quattro volte capitano della flotta e dell'esercito veneziano, oltre che doge (dal 1688). Ebbe il ruolo particolare e importante nella storia di Candia (1645-1669) e ne segnò anche l'atto finale. Consegnando all'Impero ottomano la capitale (Candia, Chandaka, Iraklion) e l'intera isola, salvo alcuni avamposti che rimasero veneziani fino alla caduta della Repubblica.


Qualche anno dopo, nel corso della guerra della Sacra Lega contro l'Impero Ottomano (1684-1699) - l'unica guerra di attacco combattuta da Venezia contro i turchi - Morosini invece non solo riconquistò molte delle antiche città e fortezze della Morea, ma estese i possedimenti della Repubblica a quasi tutto il Peloponneso. Un successo però di breve durata poichè la Morea fu definitivamente persa solo pochi anni dopo, tra il 1714 e il 1718.


Un ricco corollario di testimonianze tra armi, cimeli, documenti storici, manuali, mappe militari e autentiche rarità provenienti dal Museo Correr di Venezia e da collezioni private, arricchiscono il percorso.



La mostra su Francesco Morosini ad Este si articola in quattro sezioni: nel percorso figurano nove tele originali e una riproduzione, parte del prezioso ciclo sulle campagne militari che la Serenissima ha condotto a Candia e in 


Morea. Più un ricco corollario di testimonianze tra armi, cimeli, documenti storici, manuali, mappe militari e autentiche rarità provenienti dal Museo Correr di Venezia e da collezioni private. Tra cui le insegne di comando turche, un raro cannone ottomano, alcuni strumenti musicali della banda dei giannizzeri.

M..P.F..