lunedì 18 giugno 2018

PANG MAOKUN


Attualità del passato

La pittura colta di Pang Maokum

Palazzo Medici Riccardi a Firenze ospita fino al 28 luglio 2018, la mostra Attualità del passato. La pittura colta di Pang Maokum, a cura di Paolo Natali, ideazione di Xiuzhong Zhang (catalogo Mandragora). Ė organizzata dalla China National Academy of Painting insieme all’Accademia Cinese della Pittura ad Olio e realizzata dallo Zhong Art International, con la collaborazione dell’Accademia delle Arti del Disegno e l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Pang Maokum è uno dei pittori più famosi nel panorama dell’arte della Cina contemporanea. L’artista è nato a Chongqing nel 1963. Dal 1978 al 1981 ha frequentato il Liceo affiliato all’Accademia di Belle Arti del Sichuan; conseguendo nel 1988 un Master. Attualmente è Rettore dell’Accademia di Belle Arti del Sichuan.
Ė considerato uno degli artisti cinesi che meglio hanno rappresentato le diverse minoranze etniche nell’ambito del movimento della pittura considerata rurale.
Ė con Le mele sono mature, un dipinto a olio realizzato nel 1983, che ritrae un’anziana donna appartenente all’etnia Yi, che Maokun acquista grande notarietà in patria. Negli anni successivi ha continuato a portare avanti la sua ricerca lungo questa direttrice, approfondendo l’osservazione della realtà. La mostra in Palazzo Medici Riccardi è la sua prima personale in Italia e presenta una selezione di opere inedite, una ventina circa di tele ad olio di grande formato e una sezione dedicata ai suoi numerosi disegni.
In Attualità del passato, Pang Maokun si fa discepolo moderno degli antichi maestri dell’arte occidentale. Si fa partecipe di una storia che ha studiato e ripercorso. Traendo ispirazione dai classici, sceglie di raffigurare celeberrimi dipinti, modificandone le trame originali con delle intrusioni ironiche, entrando nelle scene stesse con personaggi di sua invenzione oppure autoritraendosi. Li sottopone a una rilettura originale, non venendo mai meno però a una sapiente esecuzione tecnica.

Così La Dama con l’ermellino di Leonardo, immagine scelta come rappresentativa di tutta la mostra, in versione contemporanea, con un chiodo di pelle sulle spalle, ci guarda e ci strizza ammiccante l’occhio.
Il nuovo mondo di Narciso ci propone il bel giovane di Caravaggio che rimira il suo riflesso nell’acqua, munito da Maokun di un elemento altamente tecnologico, un visore per la realtà aumentata. L’artista si fa testimone di nozze nel Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck, lo si vede seduto sullo sfondo, sotto lo specchio tondo, polo rossa e occhiali, occhiali che, in versione montatura azzurra, sono indossati anche dal piccolo canino che accompagna la versione classica del quadro. Assiste come servitore, ma con il volto di lato, Giuditta che taglia la testa a Oloferne, riprendendo la splendida versione di Caravaggio. E ancora troviamo originali incursioni in opere di Velàzquez, El Greco e Dürer.

Allontanandosi in parte da questo rimando puntuale del passato, Maokun porta anche una serie di ritratti femminili, giovane donne della sua Cina, belle e affascinanti, dall’aspetto eterno,
alle quali ha dedicato una parte fondamentale della sua produzione recente.

Nel trittico Midnight, invece l’artista ci da tre versioni di sé in accappatoio bianco con lo spazzolino in bocca. Invenzione raffinata e nel contempo spregiudicata e ironica. Invenzione tradotta in una lingua nuova; che tuttavia ancora affonda le sue radici nello studio appassionato e fremente della pittura europea dei secoli trascorsi. A principiare dall’idea stessa d’un trittico; per seguitar poi con quella pittura perspicua e fine come in un ritratto del Cinquecento fra Olanda e Lombardia. Tre autoritratti in variata attitudine; limpidi e lirici come un Moroni dei più tersi. Con Maokun la tradizione s’attualizza.

In mostra, anche alcuni disegni, schizzi, che Maokun produce in gran quantità e che accompagnano la realizzazione dei dipinti, pur rimanendo indipendenti gli uni dagli altri. E anche in questa dimensione, ritroviamo le stesse modalità di incrociare il classico ed il contemporaneo, l’occidente e l’oriente, il passato ed il presente.


Maria Paola Forlani


Nessun commento:

Posta un commento