giovedì 17 settembre 2015

FERRARA RARA

Écrire:  tracer un cercle à
l’interieur duquel viendrait
s’inscrire le dehors de tout cercle…
Maurice Blanchot

               

Lungi dal pensare Ferrara immobile, chiusa nella sua storia, silenziosa e altera, orgogliosa dei grandi vi hanno vissuto, porta il Nostro a credere e professare che essa è viva. Che ci si muova nel castrum, nell’addizione di Ercole o in quella di Ciro Contini; che ci si trovi immersi nella sacralità metafisica di via Campofranco, in cui la presenza della figura umana non reca turbamento né distrugge l’aura mistica delle voci angeliche delle Clarisse del Corpus Domini; che ci si perda nelle sue strade, come ci si smarrisce in una foresta, avvolti in quella «bruma luminosa che a Ferrara fascia, ingloba»: poco importa. Si tratta di un vedere col cuore in cui Carlo è maestro insuperabile. Sono emozioni che affiorano sempre, in una trama che permea una vita intera e che la lontananza sublima in una dimensione poetica.
Ma Ferrara non è solo BELLA ma anche RARA.  Questa accentuazione sull’aspetto della rarità, corollario già noto agli antichi (omnia praeclara rara, tutto ciò che è prezioso è raro),  sposta l’asse semantico e svela ciò che molti sanno ma pochi dicono: suggestioni e tensioni di fronte a ad un unicum che coniuga in modo mirabile esterni ed interni e al quale non ci si accosta se non con ‘intelletto d’amore’.
uesta accentuazione
 Se Intelletto contiene Letto e Contabilità rimanda   ad ABILITA’, come diceva Jean Starobinski  in Le parole sotto le parole,   Carlo Bassi  argomenta che a  FERRARA «l’aggettivo RARA si addice perfettamente».
E a noi, affascinati da queste visioni, non resta che acconsentire.
Andrea Nascimbeni,  15 settembre 2015


Carlo Bassi
Ferrara Rara
Perché Ferrara è bella
 Archivio Cattaneo Editore in Cernobio




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