martedì 21 maggio 2019


Dürer



La città di Bassano del Grappa ha scelto un omaggio straordinario al genio di Dürer per celebrare la riapertura di Palazzo Sturm, a conclusione dell’ultima campagna di restauro che ha integralmente restituito alle visite il magnifico gioiello di architettura e arte, sede ideale per l’esposizione delle opere grafiche di Albrecht Dürer. Palazzo Sturm accoglie, infatti, il Museo dell’incisione Remondini che conserva e presenta, in modo estesamente suggestivo, le creazioni della mitica dinastia di stampatori bassanesi, specializzati in raffinate edizioni e in stampe popolari che, tra ‘600 e ‘700, hanno saputo diffondere in tutto il mondo.

Ma i Remondini furono anche attenti collezionisti d’arte. Nelle loro importantissime raccolte, oggi patrimonio dei Musei Civici europei, si trovano ben 8500 opere di grafica tra le quali spiccano i nomi dei grandi maestri europei del Rinascimento e dell’epoca moderna.

Tra loro Albrecht Dürer, presente nelle Collezioni Remondini con 123 xilografie e 91 calcografie. Dürer inizia la sua carriera come incisore di legni (xilografie) nel 1496. Dal 1512 al 1519 lavora per l’imperatore Massimiliano I per il quale realizza L’Arco di trionfo e La processione trionfale, quest’ultimo nelle collezioni di Bassano del Grappa. Molto probabilmente passò per la città sul Brenta. Losi vede nei paesaggi e nelle vedute di sfondo di opere come La Grande Fortuna. I temi tratti da Dürer sono mitologici, religiosi, popolari, naturalistici, ritratti, paesaggi e nelle collezioni bassanesi sono incluse le serie complete dell’Apocalisse, della Grande Passione e della Vita di Maria.

Realizza anche una delle sue incisioni più popolari, il Rinoceronte, come ricordo dell’esotico animale che l’imperatore aveva destinato al Papa ma che non arrivò mai a Roma, vittima di un naufragio di fronte alle coste liguri.

Intorno a questa famosissima opera, Chiara Casarin, direttore del Museo e curatrice della mostra, ha voluto offrire ai visitatori della mostra un focus che, da un lato rievoca la vicenda e dall’altro percorre la fortuna che nei secoli ebbe quell’incisione. Il tema del Rinoceronte ha infatti affascinato molti artisti, da Raffaello a Stubbs, a Salvator Dalì sino a Li-Jean Shih, il cui King Kong Rhino è stato voluto a Bassano per testimoniare quanto ancor oggi la lezione dureriana sia attuale e universale.

Li-Jen Shih, tra i massimi artisti contemporanei cinesi, presente nelle più importanti collezioni private e pubbliche del mondo, lavora da quarant’anni sul tema del Rinoceronte. A Bassano, il suo King Kong Rhino sarà presente, per l’intera durata della mostra du Dürer, esposto nel belvedere di Palazzo Sturm.

 La Collezionne completa dei Remondini è accompagnata da un video di raffinata qualità artistica.




Maria Paola Forlani

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